Nonostante una buona parte della popolazione sia solita a consumare bibite zuccherate, queste non sono la miglior opzione per dissetarsi quotidianamente né, soprattutto, per idratarsi in estate durante le ondate di calore.

Rgazza con in mano bibita (Coca-cola)

Però, prima di raccontarvi esattamente il perché, vi voglio raccontare alcuni aneddoti e fornirvi un po’ di dati.

Alla fine degli anni 90, sulle televisioni degli italiani approdò un annuncio pubblicitario che rompeva gli stereotipi dell’epoca. Per la prima volta, una marca non utilizzava una donna per il suo spot, ma un uomo: un aitante fattorino che, dopo la sua consegna si fermava a bere la sua Coca-cola light per gioia delle segretarie dell’ufficio.

Trattandosi di una versione con meno calorie e senza zucchero, il messaggio riuscì a stravolgere l’idea che il “light” fosse femminile. Infatti, il fisico magro, in forma e muscoloso del protagonista si associava al fatto che non assumeva la versione tradizionale zuccherata del prodotto.

Secondo uno studio realizzato da Eurostat nel 2019, l’Italia dichiara solamente un 5.5% di consumatori quotidiano di bibite analcoliche zuccherate. Qui, devo fare i miei complimenti, perché siamo ben di sotto alla media europea che sfiora il 10%. Il 15% della polpolazione, invece, consume bibite da 1 a 3 volte a settimana; mentre il 4.5% non può resistervi dalle 4 alle 6 volte alla settimana. Contrariamente, il 75% ha dichiarato di non consumarne mai o occasionalmente. E anche questa è una delle quote più alte in Europa, evviva!

A giugno di quest’anno, lo stesso Cristiano Ronaldo si rifiutò di bere una Coca-Cola durante una conferenza stampa, invitando tutti a bere acqua. Questo gesto causò alla compagnia la perdita di 4.000 milioni di euro in borsa. Ha fatto bene Ronaldo a rifiutarla?

Le bibite sono dannose per le ossa e i muscoli

No, Cristiano Ronaldo non dispone di informazione privilegiata. Esistono infatti vari studi che vincolano la ingestione abituale ed eccesiva di bibite gassate zuccherate, frequentemente con fruttosio, con la diuresi osmotica e una perdita inadeguata di potassio. Se vi state chiedendo che cos’è la diuresi osmotica, ora ve lo spiego molto brevemente. Consiste in un aumento della mizione provocato da certe sostanze del liquido filtrato dai reni, che fanno sì che arrivi dell’acqua addizionale nelle urine.

Considerando che, normalmente, le bibite zuccherate hanno un’alta carica glicemica, ciò può scatenare iperinsulinemia (una quantità maggiore di insulina nel sangue), che, a sua volta, può scaturire in una perdita renale di potassio. Questa perdita di potassio può andare a generare una maggiore predisposizione a crampi e ad affaticamento muscolare.

Inoltre, il fatto che le bibite contengano acido fosforico rende difficile l’assorbimento del calcio, cosa che può provocare una demineralizzazione delle ossa, rendendole più fragili.

Dannose per il cuore

Il consumo cronico di zuccheri raffinati può contribuire alla disregolazione metabolica e cardiovascolare. Si può quindi arrivare a soffrire della sindrome metabolica che racchiude un gruppo di patologie comuni come obesità addominale relazionata a un eccesso di grasso viscerale, fegato grasso, resistenza all’insulina, iperinsulinemia, dislipidemia e ipertensione.

Il fruttosio, spesso presente come edulcorante nelle bibite, è il tipo di zucchero più dannoso in termini cardiovascolari. Sembrerebbe che alteri la produzione di una molecola che esercita un ruolo protettivo contro lo sviluppo di patologie cardiovascolari.

Bibite e diabete tipo 2

Che il consumo di zucchero sia associato all’apparizione di diabete tipo 2, ormai lo sanno tutti. Un interessante studio dell’Università di Harvard ha dimostrato che ingerire bevande con zucchero, come bibite e succhi di frutta, può aumentare il rischio di soffrire di questo tipo di diabete. Aumentare l’ingestione di bibite zuccherate oltre i 113.4 grammi giornalieri, durante un anno, si associa a un 16% in più di probabilità di soffrire di diabete nei prossimi 4 anni.

Dannose per il cervello

In primis, devo dire che non esistono evidenze scientifiche sufficienti per poter parlare chiaramente di una dipendenza da bibite. Nonostante ciò, molte persone la sentono, dovuto probabilmente all’ingestione di zucchero o di caffeina che contengono molte marche.

Ciò che sì che è dimostrato è che le diete ricche in zucchero possono condurre a un deterioramento cognitivo, che predispone a problemi neurodegenerativi come l’Alzheimer.

Questa però non è l’unica ripercussione che possono avere queste bibite sul cervello. Infatti, una maggior assunzione di bibite zuccherate è associata con atrofia e un minor volume cerebrale e una memoria più povera. Inoltre, l’ipertenzione, associata all’ingestione abituale di bibite zuccherate, è uno dei principali fattori di rischio degli incidenti cerebrovascolari come l’ictus.

Dannose per l’intestino e per i denti

Le bibite gassate pregiudicano il corretto funzionamento dell’intestino tanto per il gas che contengono come per il danno che provocano alla microbiota intestinale. Anche le bibite senza zucchero, ma con edulcoranti artificiali alterano i batteri presenti nel nostro intestino con delle conseguenze ancora sconosciute a lungo termine. Quindi, perché rischiare?

Finalmente arriviamo all’impatto che le bibite provocano sui denti e più in generale sulla salute orale. I loro acidi (acido citrico e fosforico) provocano la demineralizzaizone dei denti, cosa che fomenta l’apparizione di carie. Inoltre, quando i denti vengono esposti all’acido, diventano più “molli” e più vulnerabili alle forze meccaniche della masticazione, consumandosi. Altra conseguenza possibile, potrebbe essere quella dellla sensibilità dentale, dovuta alla perdita dello strato esterno più protettivo, ossia lo smalto.

Erosione dentale da bibite
Denti erosi dal consumo giornaliero di bibite zuccherate

Vi voglio ricordare, infine, che la OMS suggerisce di ingerire, al giorno, meno di 6 cucchiaini di zucchero aggiunto per le donne e 9 per gli uomini. Questa dosi si supera con l’assunzione di bibite zuccherate, quindi attenti! Una volta ogni tanto ci sta, ma non esagerate!