Il termine bruxismo indica l’atto di digrignare e/o serrare i denti senza uno scopo preciso. Molto spesso si può trasformare in un’abitudine involontaria che comporta movimenti mandibolari ritmici e spasmodici che possono portare a traumi occlusali.

Il bruxismo può verificarsi da svegli, bruxismo diurno, o mentre si dorme, bruxismo notturno. Il primo è dovuto principalmente da stress e ansia causati da pressioni sul lavoro, a scuola o in famiglia. Il secondo, invece, è classificato come un disturbo del sonno.

La prevalenza del bruxismo diurno è dell’ 8% ed è maggiore nella popolazione femminile; del bruxismo notturno, invece, è del 16%. È più frequente nella popolazione giovane, con una tassa compresa tra il 14-20% nei bambini.

Quali sono le cause del bruxismo?

Il bruxismo ha un’origine multifattoriale:

Fattori centrali:

Il bruxismo notturno può essere scatenato da disturbi dell’arousal (fase NREM del sonno). L’arousal è un cambio improvviso nella profondità del sonno, passando da uno stadio più profondo a uno più leggero. Durante questo cambio si producono movimenti del corpo, aumento del battito cardiaco, cambi respiratori e aumento dell’attività muscolare. L’86% dei casi di bruxismo avviene in questa fase e si associa con movimenti involontari delle gambe.

Un altro fattore centrale potrebbe essere un disequilibrio di neurotrasmissori relazionato con la dopamina.

Fattori psicosociali:

L’ansia e lo stress sono correlati a un maggior rischio di bruxismo. Le persone che sperimentano tensioni a livello emotivo, tendono a cercare un modo per liberarsene e in alcuni può sfociare nel digrignare o serrare i denti. Infatti, molte persone riferiscono un’associazione tra un periodo particolarmente stressante e un episodio di bruxismo.

Questo discorso vale anche per i bambini; color che soffrono di bruxismo sono più ansiosi rispetto ai compagni che non ne soffrono.

Fattori occlusali:

In alcuni casi il digrignamento può essere associato a malposizioni dei denti o a una mancata stabilità della mandibola, che, per trovare una posizione “comoda” è costretta a spostarsi continuamente.

Tuttavia però, non esistono studi scientifici che certifichino al 100% questa ipotesi. Pertanto, se il tuo dentista, per soluzionare questo problema ti propone di limare i denti, sappi che, probabilmente, non è la soluzione più idonea; chiedi quindi un secondo parere.

Come posso capire se soffro di bruxismo?

Innanzitutto chiedi al tuo partner o alla tua famiglia se ti ha mai sentito digrignare i denti di notte. Ricorda però che non esiste solo il digrignamento, ma anche il serramento, durante il quale non si produce nessun rumore.

Poi pensa se alla mattina ti è mai capitato di svegliarti con dolori ai muscoli del volto e del collo o se al risveglio li noti affaticati. Anche un mal di testa mattutino può essere relazionato con episodi di bruxismo notturno.

Se, invece, sospetti di soffrire di bruxsimo diurno, un metodo per assicurartene potrebbe essere quello di mettere un bollino rosso attaccato al computer o nel tuo luogo di lavoro/studio, in modo che, ogni volta che lo guardi, ti chiedi se stai digrignando/serrando i denti. Proprio come se fosse un promemoria; e nel caso tu lo faccia, ti potrebbe aiutare a rendertene conto e a smettere di farlo.

In stadi più avanzati, la presenza di bruxismo si può proprio notare sui denti. Quelli anteriori saranno più piatti e consumati oppure più frastagliati, come se fossero stati mangiucchiati; quelli posteriori invece avranno delle fossette caratteristiche.

Quindi, se dopo aver letto questo articolo, sospetti o hai avuto la conferma di soffrire di bruxismo ti consiglio di leggere il prossimo articolo che pubblicherò e di rivolgerti al tuo dentista, che sicuramente saprà consigliarti la soluzione migliore e guidarti verso il miglior piano terapeutico. Se, invece, hai visto descritto tuo figlio, leggi quest’altro articolo; ho dedicato al bruxismo infantile un capitolo a parte!

Bibliografia

Shetty S., Pitti V., Satish Babu C. L., Surendra Kumar G. P., Deepthi G. P. Bruxism: a literature review. J Indian Prosthodont Soc. 2010 Sep; 10(3): 141–148.