Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di carie, introducendo un po’ l’argomento. Ora, per continuare sullo stesso tema, vi voglio parlare della ECC. Immagino che la sigla, di primo acchito, non vi dica assolutamente nulla; pertanto, andiamo a vedere insieme di cosa si tratta.

Bebè che dorme con biberon

Che cos’è la ECC?

ECC sta per Early Childhood Caries (carie precoce dell’infanzia, in italiano), ma è anche conosciuta come carie da biberon. Viene definita come “la presenza di uno o più denti cariati (con lesioni cavitate e non), persi per carie o di superfici dentali otturate in bambini con età pari o inferiore a 72 mesi.”

Nelle fasi iniziali, la ECC appare come una macchia bianca, porosa (come se fosse gesso) localizzata soprattutto vicino al margine gengivale; questa lesione è in grado di avanzare rapidamente in una vera e propria carie cavitata. Si noterà prima un cambio di colore verso il giallo/marrone, la creazione poi di un buchino sul dente e, se non si interviene, la distruzione dell’intera superficie.

Bocca con denti da latte con ECC avanzata da primo molare a primo molare superiore.
Lesione avanzata di ECC con perdita della struttura dentaria.

I primi dentini a essere colpiti da questa patologia sono gli incisivi superiori decidui; la lesione cariosa si localizza principalmente sulla superficie vestibolare (quella in contatto con il labbro), ma può anche vedersi coinvolta la superficie linguale.

Quali sono le cause della ECC?

La ECC, come la carie in generale, d’altronde, non è generata da un’unica causa, ma da vari fattori che, sommati tra di loro, portano allo sviluppo della lesione.

Fattori microbiologici

I due batteri che più frequentemente si isolano in questo tipo di lesioni sono lo Streptococcus mutans e lo Streptococcus sobrinus. Questi patogeni sono in grado di produrre acidi che dissolvono lo smalto dei denti in presenza di carboidrati fermentabili come il saccarosio, fruttosio e glucosio.

Ma come acquisiscono i nostri bimbi questi batteri così nocivi?! Beh, forse non vi aspettate questa risposta, ma la forma di trasmissione è quella verticale, cioè da madre a figlio. Una mamma quindi che ha un alto numero di batteri nella sua cavità buccale (ad esempio per carie non trattate) può trasmetterli a suo figlio quando entra in contatto con lui.

Allattamento

Un uso inappropriato del biberon gioca un ruolo centrale nell’eziologia e nella severità della ECC. Ma quando si definisce inappropriato l’uso del biberon? Soprattutto quando il suo uso è notturno, ossia si lascia addormentare il bebè con il biberon in mano, in modo che, ogni qualvolta ne abbia voglia, possa berne ancora un po’. Ricordiamoci però che il latte contiene il lattosio, che è anch’esso uno zucchero e non parliamo poi se insieme a esso viene aggiunto dello zucchero o del miele per “calmare” il bambino.

Ora vi chiederete: e l’allattamento al seno invece? L’allattamento al seno procura i nutrienti perfetti per il bebè e presenta numerosi altri benefici per la salute del piccolo, tra cui un rischio minore di soffrire di infezioni gastrointestinali e respiratorie. Ma comunque si è visto che, quando i denti stanno in contatto per molto tempo con il latte materno, lo smalto tende a diventare più molle e a essere più soggetto agli attacchi acidi. Quindi, anche l’allattamento materno prolungato, notturno e a richiesta, soprattutto dopo i 12 mesi di età, si associa a una maggiore rischio di ECC.

Zuccheri

Gli zuccheri, contenuti nei vari cibi, che ingeriamo quotidianamente, sono quelli che vengono digeriti dai batteri buccali, che, in cambio, liberano acidi. Questi acidi, come già detto, sono in grado di dissolvere lo smalto dei denti. E sapete quanto tempo persistono in bocca questi acidi? Tra i 20 e i 40 minuti dopo aver assunto l’alimento. Quindi se mangiate qualcosa e dopo 30 minuti mangiucchiate ancora qualcos’altro e così via, la vostra bocca rimarrà sempre in una condizione acida e i vostri denti diventeranno sempre più suscettibili alla carie.

Il rischio di carie aumenta quindi se gli zuccheri sono assunti a una frequenza elevata e in consistenze che rimangono in bocca per un lungo periodo (ad esempio cereali).

Vi ricordiamo nell’immagine qui sotto, qual è la quantità massima di zucchero consentita al giorno a seconda delle diverse fasce d’età.

Quali sono le conseguenze della ECC?

La ECC è una patologia altamente prevenibile; come?! Attraverso l’esame orale precoce, l’identificazione del rischio personale, l’educazione e formazione di voi genitori e l’applicazione di misure preventive come l’applicazione del fluoro.

Nonostante ciò, se non viene trattata, la carie può progredire rapidamente e generare conseguenze a breve e a lungo termine. Ad esempio, si possono osservare sintomi come dolore, perdita dell’appetito, disturbi del sonno, ridotto rendimento scolastico, rischio di carie anche in dentizione definitiva, sottosviluppo in peso e altezza, difficoltà di fonazione e nutrizione ecc.

Se le cure vengono rimandate, le condizioni del piccolo paziente peggiorano e la difficoltà del trattamento aumenta, così come il costo; se la collaborazione del bambino è insufficiente, potrebbe anche diventare necessario realizzare il trattamento in anestesia generale.

Ma noi non vogliamo arrivare a questo vero?! Per questa ragione, nel prossimo articolo, troverete tutte le strategie per prevenire la ECC.

Bibliografia

Çolak H., Dülgergil C.T., Dalli M., Hamidi M.M. Early childhood caries update: A review of causes, diagnoses, and treatments. J. Nat. Sci. Biol Med. 2013; 4(1): 29-38.