Comunemente si suole pensare che placca e tartaro siano la stessa cosa, ma non è così. Possiamo invece dire che il tartaro sia un’evoluzione della placca.

La placca, essendo lo stadio iniziale, può essere rimossa con una buona igiene orale; mentre che il tartaro, essendo un deposito più duro, necessita dell’intervento del dentista.

Andiamo quindi a vedere più nello specifico che cosa sono e a quali patologie possono portare.

La placca dentale

La placca dentale è uno strato molle e appiccicoso che si deposita sui denti a partire da 2 ore dopo averli puliti; solitamente è incolore o giallo chiaro.

È formata da batteri e da una matrice intercellulare, ossia una serie di sostanze, come residui di cibo (principalmente carboidrati e zuccheri), proteine, ioni (calcio e fosoro tra altri) che occupano lo spazio disponibile tra un battere e l’altro. E sapete quanti batteri contiene 1 mg di placca? Circa 250 milioni! Tutti questi batteri presenti nella placca e gli zuccheri assunti con la dieta, insieme, producono acidi capaci di attaccare lo smalto e causare infiammazioni alle gengive.

Esistono due tipi di placca: quella sopragengivale e quella subgengivale. Quella sopragengivale, che si posiziona quindi a livello della corona dentale, si può vedere ad occhio nudo solo se raggiunge un certo spessore; spessori inferiori invece si possono osservare con l’applicazione di coloranti. La sua formazione varia da un individuo all’altro e dipende dalla dieta, l’età, la secrezione salivare, l’igiene orale, l’allineamento dentale, malattie sistemiche e fattori dell’ospite.

Bocca con placca colorata.
Placca sopragengivale evidenziata da Tri Plaque ID gel®.

La placca subgengivale invece si localizza sotto la gengiva e pertanto non è visibile ad occhio nudo. Per diagnosticarla si deve passare una sonda lungo il solco gengivale.

La placca, normalmente, si annida in zone più retentive e di difficile accesso, come possono essere i punti di contatto tra un dente e l’altro, otturazioni, ponti etc. Dobbiamo ricordare però che la placca non si accumula solo sui denti, ma anche sulla lingua, sulle gengive e sulla superficie interna delle guance. Pertanto, è fondamentale una completa igiene orale e un accuratto spazzolamento dei denti e con il passaggio del filo interdentale.

Il tartaro

Quando la placca non viene rimossa e si accumula, si può calcificare e diventare dura, formando il tartaro, un deposito molto resistente formato da batteri cementati con i sali di fosfato e la saliva.

A differenza della placca, assume un colore giallastro, marrone o addirittura nero e può generare macchie che cambiano in maniera reversibile la colorazione del dente. La sua predisposizione alla formazione varia da persona a persona, ma, in generale, con l’avanzare dell’età si tende ad accumulare più tartaro.

Come per la placca, si può distinguere in tartaro sopragengivale e sottogengivale. Il tartaro che si trova sotto la gengiva, in contatto con il periodonto (strutture che circondano il dente) e l’osso, può irritare questi ultimi e generare una perdita ossea importante.

Tartaro sopragengivale e sottogengivale

Il tartaro crea una copertura dura e rigida dello smalto e si aderisce fortemente ad esso, pertanto, lo spazzolino e il filo interdentale non sono sufficienti per rimuoverlo; si richiede necessariamente l’intervento del dentista.

Patologie correlate a placca e tartaro

La placca non rimossa e il tartaro depositato sui denti, a lungo andare, possono causare diverse patologie orali tra cui:

Carie

La carie è la malattia cronica più diffussa del cavo orale. È causata dalla coesistenza di vari fattori che contribuiscono a creare un ambiente acido che porta alla demineralizzazione (perdita di minerali che costituiscono lo smalto) del dente.

È un processo progressivo che parte da una macchia bianca per passare poi a delle cavitazioni che coinvolgono lo smalto o lo smalto e la dentina, fino ad arrivare ad infettare il nervo.

Gengivite

La gengivite è un’infiammazione delle gengive che si manifesta con arrossamento, gonfiore e sanguinamento delle stesse e alitosi. La causa principale è l’accumulo di placca a livello del margine gengivale che irrita il tessuto circondante. Ciò nonostante, è una patologia reversibile, che regredisce eliminando placca e tartaro.

In più, esistono alcuni fattori di rischio che includono: scarsa igiene orale, fumare tabacco, età avanzata, bocca secca etc. etc. Questi fattori aumentano la probabiltà di soffrire di questa patologia.

Parodontite

Una gengivite non trattata può degenerare in una parodontite, causando un’infiammazione delle strutture di supporto del dente e dell’osso, potendo causare la perdita del dente. Questa patologia è causata dall’accumulo di tartaro sotto le gengive, cosa che è strettamente correlata con la formazione di tasche gengivali.

Altri disturbi

L’accumulo di placca e tartaro può causare alcuni disturbi minori come possono essere: alitosi, macchie sui denti e un aspetto estetico sgradevole.

La placca non si accumula solo i denti definitivi, ma anhe su quelli da latte. È importantissimo quindi che i genitori controllino i denti dei loro bimbi, che alzino il labbro superiore e controllino che i dentini siano totalmente puliti e liberi da placca.

Come prevenire placca e tartaro?

mani di bambino con dente e spazzolino

Innanzitutto è fondamentale una scrupolosa igiene orale domiciliare che consiste in: lavarsi i denti 2 minuti 3 volte al giorno, spazzolarsi la lingua, passarsi il filo interdentale almeno una volta al giorno e seguire tutte le indicazione del tuo dentista.

Inoltre per eliminare gli accumuli di tartaro è necessario realizzare un’ablazione almeno 2 volte all’anno.