Appena si menziona il trattamento della carie, tutti pensano subito all’otturazione, ma dovete sapere che questa non è l’unica soluzione disponibile e applicabile.

Quali sono allora le alternative e in base a cosa un trattamento potrebbe essere più adatto di un altro? Andiamo a scoprirlo insieme.

Turbina con fresa che apre un premolare inferiore con carie

Il trattamento della carie dipende dalla sua grandezza

Come avevamo già visto in un articolo anteriore, la carie può avere diversi stadi e quindi diverse estensioni. In base quindi allo stadio che ci troviamo di fronte, è più indicato un trattamento piuttosto che un altro.

Carie iniziale

Disegno di un molare con carie iniziale in smalto

In questo momento la carie coinvolge solamente lo smalto. Nei denti anteriori può apparire come una macchia bianca di aspetto gessoso. Nei denti posteriori invece come dei solchi più scuri.

Qui, non è indicato aprire il dente e rimuovere la carie, ma piuttosto optare per un trattamento remineralizzante. Altrimenti sarebbe maggiore la quantità di dente sano che si rimuoverebbe, andando così a generare un danno al dente stesso.

Le opzioni di trattamento quindi possono essere: applicazione di fluoro, ICON, sigillatura dei solchi.

Carie moderata

Disegno di un molare con carie in smalto

In questo stadio la carie può coinvolgere lo strato più profondo dello smalto e il primo terzo della dentina.

Qui, sì che diventa già necessario andare ad aprire il dente e rimuovere la carie. Dipendendo però da quanta superficie rimane coinvolta, si può optare per una RPR (restauro preventivo di resina) o per un’otturazione.

Carie avanzata

Disegno di un molare con carie in smalto e dentina

Qui, la carie ha già raggiunto la parte interna della dentina e si sta avvicinando al nervo del dente (polpa). Il trattamento d’elezione in questo caso è l’otturazione. Tuttavia, però, potrebbe già essere necessario ricorrere a un incappucciamento della polpa.

In questo caso, essendo la lesione abbastanza estesa e prossima al nervo, con rischio di dover poi devitalizzare il dente, si potrebbe optare per un approccio ATR (Atraumatic Restorative Treatment).

Carie in polpa

Disegno di un molare con carie in polpa

La carie ha già raggiunto il nervo e qui le opzioni disponibili diventano già un po’ più invasive. Se la parte di nervo esposta è molto piccola, si potrebbe optare per un incappucciamento polpare diretto. In successione, poi, si deve passare a una pulpotomia per arrivare infine a una endodonzia ossia alla rimozione completa della polpa (devitalizzazione).

Quando non esiste più la possibilità di applicare trattamenti conservatori, l’unica opzione che rimane è l’estrazione del dente.

Normalmente, quando l’estensione della lesione inizia a diventare considerevole o nel caso di sospettare lesioni tra un dente e l’altro (carie interprossimale), la diagnosi e il rispettivo piano di trattamento si devono confermare con una radiografia.

Il migliore trattamento della carie è quello conservativo

Ovviamente, quanto meno si tocca il dente e quanta meno struttura dentale viene rimossa meglio è! Per questo, però, è necessario che le lesioni vengano diagnosticate in fasi iniziali. E ciò dipende esclusivamente da VOI!

Se vi recate periodicamente presso il vostro dentista, gli fornirete la possibilità di controllare i vostri denti e di cogliere una lesione di carie sul nascere. In questo modo, si potranno applicare trattamenti rimineralizzanti senza dover andare ad aprire il dente. Così, non solo risparmierete in salute, ma anche in costo!

Quindi, a voi la scelta: aspettare e rivolgersi al proprio dentista solo quando avrete dolore oppure formare con lui una squadra per combattere precocemente l’apparizione di una nuova lesione. Un suggerimento? Scegliete la seconda opzione!